| Società ed Economia - Il telefonino Tacs va in pensione Il cellulare grande, pesante ma con un fascino indiscutibile, almeno nel 1990, funzionerà sino al 31 Dicembre di quest'anno. Dopo quindici anni di onorato servizio, i Tacs diventeranno un oggetto ad uso esclusivo dei collezionisti.
La vera sorpresa, in fondo, è scoprire che in Italia ce ne sono ancora 80 mila funzionanti.
Chi li possiede dovrà affrettarsi a disfarsene e a sostituirli con più moderni modelli Gsm o Umts.
Il servizio analogico Tacs (Total access communication system) nacque in Grande Bretagna nel 1985.
In Italia il sistema venne lanciato commercialmente nel 1990 dalla Tim (all'epoca ancora Sip).
E il successo, (il servizio nacque in concomitanza coi mondiali di Calcio) fu immediato.
Da allora le rivoluzioni sono state tante: l'avvento del Gsm, il sistema digitale che consentiva l'avvio di nuovi servizi e assicurava l'utilizzazione anche all'estero, e poi l'Umts, con la videochiamata, qualcosa che solamente 20 anni prima sembrava solo fantascienza. Senza contare l'apertura del mercato e l'avvento di nuovi operatori concorrenti all'ex monopolista.
Sempre entro la fine dell'anno, poi, si saprà che fine faranno le frequenze 900 MHz che verranno liberate con la cessazione del servizio.
Gli operatori sono interessati e qualche frizione per alcune scelte possibili c'è già stata: l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sta comunque lavorando su una serie di ipotesi, ma assicura che entro il 31 dicembre una soluzione sarà trovata.
Ma se il Tacs sparirà non accadrà altrettanto a quei prefissi che per primi si affacciarono sul mercato italiano, 330, 336, 337, 360 e 368.
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Data articolo: 12/10/2005
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