| Società ed Economia - Il Garante della privacy lancia le regole per combattere i furti di immagine. Una proposta alle aziende, per dotare i videofonini di dispositivi luminosi o segnali acustici che avvertano un’eventuale telefonino in azione. L'Authority, Stefano Rodotà, è intervenuta per chiarire i termini di un uso corretto dei nuovi cellulari che consentono di fotografare e registrare filmati diffondendo immagini in tempo reale. Sono lecite le videochiamate ad uso personale, non lo è invece la diffusione di immagini, anche on line, senza il consenso degli interessati. I nuovi cellulari permettono di violare più facilmente, anche involontariamente, i diritti delle persone interessate dalla ripresa. I videofonini possono essere impiegati per usi invasivi della sfera privata e lesivi di libertà fondamentali, come quella di conversare e di comunicare in assenza di molestie e intercettazioni indebite. Le immagini e i suoni sono infatti dati personali che diventano "sensibili" se riguardano lo stato di salute, la sfera politica, religiosa o sindacale, le abitudini sessuali. Rispetto ai cellulari che inviano Mms, i videofonini sono dotati di "camere" di dimensioni molto ridotte con le quali si possono effettuare riprese durante una conversazione. Se le videochiamate rimangono nella sfera personale e le immagini circolano fra un numero ristretto di persone, non si applica il codice sulla protezione dei dati personali. Sarebbe invece illecita una diffusione via internet delle immagini senza rispettare i diritti degli interessati. Bisogna informare l'interlocutore che si sta "andando" in video e chiedere il "consenso libero e informato". Insomma, chi utilizza l'apparecchio è tenuto a rispettare gli obblighi previsti in materia di sicurezza dei dati, a risarcire danni anche morali, a non ledere il diritto all'immagine e al ritratto.
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www.repubblica.it Data articolo: 02/02/2005
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