Incredibili e a dir poco pessime, c’è poco da girarci in giro stavolta.
Al punto che man mano che le voci che ci arrivavano si sovrapponevano, oggi, facevamo fatica a crederci anche noi.
Premesso che ad oggi non c’è nulla di ufficiale (mentre Tim, Voda e Tre hanno già ufficializzato la loro posizione), quindi qualsiasi voce va presa nel modo più assoluto con le pinze (e sopratutto è necessario aspettare qualche giorno per conferme o, ci auguriamo, smentite), stiamo ovviamente parlando dell’abolizione dei costi di ricarica imposta dal decreto Bersani, e al modo in cui Wind ha deciso di interpretare la legge e quanto in essa scritto. E non per ultimo il modo in cui ha deciso, al contrario dei competitors, di chiedere immediatamente qualcosa in cambio ai clienti, per questi mancati introiti.
Cominciamo dal decreto stesso, riportando qui il testo:
Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e liberta’ di recesso dai [...]

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